Cellula 2

Esperienza vissuta a …

                                                                                                                       

Dopo le bellissime parole di Giulia, relative al suo pellegrinaggio di giovane a Lourdes, appena un cenno a quella che è stata la nostra esperienza di una settimana a Medjugorje, nella Erzegovina, dove, da quasi trent’anni, si stanno verificando eventi straordinari legati alla “presenza” di Maria.

Per le cose relative alla storia del luogo rimando ad altri scritti apparsi su questo giornalino e alla notevole pubblicistica in merito, come a dire: chi vuole sapere ha mille opportunità di farlo (raccomando tra i tantissimi il libro inchiesta di Socci “Mistero Medjugorje”, chiaro, scorrevole, sintetico, serio e ... economico).

La gente … La gente ha fatto da continuo contorno ai nostri spostamenti e agli appuntamenti che ci siamo prefissi giornalmente, in modo da “conoscere”, per quanto sia possibile in così poco tempo, le realtà più significative di questo enigma di fronte al quale la scienza è disarmata e i miscredenti zittiti (salvo i soliti belati di chi non ha niente da fare e niente da dire). Migliaia le persone, in gran parte giovani; spontaneo e quindi di paese e di festa il clima (dunque niente isterismo e pietismo); commoventi momenti come la Messa con i fedeli di ogni nazione e continente, l’adorazione eucaristica, l’incontro con Viscka (una delle veggenti) e con padre Jozo (parroco in quel 1981, quando tutto iniziò); piena di “luce”, anche se molti ed anche noi l’abbiamo fatta di notte (e non solo per le decine di pile accese nel buio), la salita sul monte Podbrdo (luogo della prima “apparizione”) e sul Krizevach (dove si erge la grande croce che domina la valle).

Un andirivieni incessante, orante, sereno per quel tanto che le storie di ciascuno potevano permetterlo, perché il dramma, per chi ha un minimo di attenzione, lo si percepisce, lo si capisce ed è espresso, in questo luogo come in ogni altro luogo benedetto dalla “presenza” di Maria, dalle decine, dalle centinaia di foto e di lettere lasciate tra le pietre di quei monti, aspri come aspra è la nostra epoca e spesso la nostra anima.

La “presenza”… E’ questa la “forza”, lo “scopo” e il “segno” di Dio attraverso la Madonna a Medjugorje, come a dire: non disperare mai, perché al di là e dentro ogni sofferenza ed ogni esistenza, anche la più nera di peccato, vi è incarnato Cristo, misericordia, perdono e pace. L’impegno, la nostra parte è di percepire e vivere, attraverso la preghiera e l’amore che si fa accoglienza verso il prossimo, questa presenza ovunque, in ogni luogo e momento in cui le nostre vicende personali ci portano e quindi non soltanto a Medjugorje, a Lourdes ecc. Questo è possibile, questo Dio è disponibilissimo a concedercelo.

Un invito … Andiamo, torniamo, prendiamo l’occasione favorevole: là qualcuno ci aspetta, per aiutarci a meglio crescere e a meglio capire.

                                                                                                       Don Franco