Vania  Paolieri

Nata a Carmignano, la sua formazione artistica è avvenuta presso la sezione d ’Arti  Grafiche   dell’Istituto    D’Arte di Firenze.

Negli anni successi vi s’iscrive ad Architettura e la frequenta per alcuni anni.

Dal 1982 al 1992 è stata assessore alla Cultura del Comune di Carmignano organizzando

mostre e conoscendo artisti fr a i quali: A. Cigheri, V. Berti, A. Cartei, A. Fabri, Q. Martini.

Il suo cammino artistico è segnato in particolare dai contatti didattici di B. Ceccherini ancora a scuola, allora insegnante nella sezi one di pittura a Porta Romana.

Il secondo con un protagonista dell’Informale e dell’Astrattismo italiano, Alberto Moretti.Nei paesaggi notturni di Ceccherini che, partito da una visione rosaiana si era volto sempre più ad una pittura di sintesi cromatiche e spaziali, ha trovato il primo stimolo a liberarsi dalle emozioni, come una scrittura musicale. Nei grandi quadri informali di Moretti, conosciuti nella sua casa-studi o, sulla collina di Carmignano in queste sinfonie di colore, ha visto uno tra gli esempi più alti ai quali la pittura d’espressione emozionale possa condurre.

Inoltre un altro incontro importante è stato in Sicilia, a Scicli, dove ha potuto conoscer e Piero Guccione, che per scelta di vita torna alla sua terra natia a dipingere la natura, il mare, le carrubi, la luna, le nubi , la Sicilia. Rimane colpita dagli azzurri intensi e dalle emozioni che le suscitano le sue marine.

 

MOSTRE:

2006- Collettiva Comune di Quarrata “La gioia di mostrare”

2007- Mostra personale a Calenzano “Querce”

2007- Collettiva Hotel West Florence, Campi Bizenzio “Le donne e l ’arte”

2007- Collettiva Ospedale di Prato Sala Pellegrinaio Nuovo

2008- Mostra personale a Baccher eto Sala Musi ca nell’ambito della Mani festazione “Voler

bene all’Italia”

2008- Mostra personale presso l ’Associazione Cul turale “ Casa del pittore dello scultore

e del poeta” a Montecatini

Collettiva a Seano nell ’ambito della festa del PD

Mostra personale presso la libreria View on Trends “Adrenalina”, Prato

Collettiva a Bacchereto Sala del la Musica “Arte insieme”

Collettiva Palagio di Parte Guelfa a Firenze “Il cammino degli artisti”

Mostra con Claudio Heredia, Comune di Carmignano Sala Consiliare “Kreare…viaggi

dell’anima”

2009- Mostra collettiva a Colle, Quarrata “Verso la luce”

2009- Mostra al Co mune di Poggio a Caiano “90x90” Esposizione collettiva degli artisti

deel “Gruppo della Giostra”

2010 –Mostra personale nel portico Michelucciano di S. Maria a Colle di Quarrata

collocazione del quadro “profondo blu” nel battistero di S. Maria a Colle di Quarrata

2011- Mostra: Forma, disegno, colore - spazio d'arte Alberto Moretti /Schema polis

Comune di Carmignano

2011- Mostra personale “Rivisitando”centro visite Area Protetta del Monteferrato Montemurlo Prato

2012- Artisti a km 0 presentazione al Museo Pecci di Prato

2012- Mostra a Schignano “ Cortecce di memoria” con la collaborazione del fotografo Leonardo Ferri

2017- Sacra Spina 2017 Istallazione  Immagine MARIA ceranica Piazza S. Maria Colle

 

Pubblicazioni - Artisti Pratesi del ventunesimo secolo- edizioni Pegaso.

Vania Paolieri  e i suoi colori in Libertà

 

Per quale strana via si giunga a quel moto interiore che spinge l’essere umano all’espressione  artistica, nessun filosofo, psicologo o critico d’arte ancora ha spiegato.

E’ stato Charles Baudelaire, il padre fondatore di ogni estetica del Moderno, a indicare nell’oscuro bisogno dell’animo umano, a esporre il sé stesso nel nulla dell’esistenza, attraverso quel tentativo di rendersi eterni che è la poesia.

Ma il più delle volte questo atto di creazione, che ogni persona tenta una volta almeno nella vita, sia poesia, pittura, scultura o canto, si rivela come il vagito del neonato, un bisogno nuovo e inconsciamente disperato di entrare in contatto con il mondo, di attestare una propria presenza  rispetto a quel nulla dal quale proveniamo e nel quale, alla fine, torneremo.

Scrivere, dipingere e ogni altro processo di comunicazione espressiva sarebbero dunque come un tentativo disperato di fonazione – che in fisiologia è il processo con il quale, per mezzo degli organi vocali, si produce la voce – e che nell’arte è il tentativo di raccontare ad altri la propria anima.

Ma poi vi è l’aspetto giocoso, per fortuna, quello che sdrammatizza la spinta oscura e paurosa all’atto di fonazione: l’operare concreto delle mani, il muoversi del corpo in sintonia con l’anima, il bisogno del bambino persona di agire con quei materiali che la natura  e la vita gli offrono intorno.

Così nell’atto di espressione artistica si invera l’originario bisogno di intervenire sulla materia che costituisce il mondo, attraverso il quale tentare di riconoscersi.

Vania Paolieri espone qui il suo lavoro più recente, un gruppo di dipinti che vanno dal 2007 al 2011 e continua un discorso sulla forza espressiva dei colori già sviluppato nell’ultimo decennio.

Alcune delle sue tele si ispirano a opere fondamentali della pittura italiana: la grande Visitazione  del Pontormo della Pieve di San Michele a Carmignano, una chiesa vicina al luogo dove Vania è nata e vive.

Dal capolavoro del Maestro manierista la Paolieri non ha dato una interpretazione descrittiva ma, secondo il carattere stesso del suo modo di guardare la grande pittura del passato , ha registrato l’evocazione fantastica della danza dei colori cangianti nelle vesti, delle quattro donne in cerchio, utilizzando pigmenti minerali, rossi, gialli e verdi micacei.

Dalla Madonna del parto    di Piero della Francesca a Montevarchi, uno dei culmine alti della storia della pittura, la Paolieri ha fissato il particolare misterioso dell’aprirsi della veste blu della Vergine incinta, simbolo del significato cosmico della nascita del Cristo.

Accanto a queste originali meditazioni cromatiche, su esempi della grande tradizione, Vania prosegue la sua ricerca sul  valore espressivo del colore in tele quadrate, un formato da Mandala tibetano, caratterizzate da un acceso cromatismo astratto: il Mare  azzurro – rosso e oro,  Danzando  in cui sul rosso acceso del fondo si esaltano preziosi ghirigori in nero e oro ancora.

In questi raffinati esercizi musicali sul colore si attenua l’iniziale violenza di un temperamento astratto dell’espressionismo informale, che Vania aveva manifestato nei dipinti degli anni precedenti, confermando tuttavia la suggestione ricevuta dall’esempio del suo unico e vero maestro, Alberto Moretti. 

                                                                                                                  Prof. Marco Fagioli