Il Volto di Cristo

 

opera pittorica (cm. 40x60) di Piero Mazzoni donata al parroco di Colle di Quarrata e collocata nella chiesa di Santa Maria Assunta 8 dicembre 2008 – Festa dell’Immacolata Concezione

 
   
 

Un commento di don Franco sul gesto e l’opera di Piero

Un grazie sincero a te, carissimo Piero, vero artefice, insieme agli altrettanto carissimi Gianfranco Gaggioli, Mario Guarducci e Antonio Terreni, di uno straordinario arricchimento artistico della nostra comunità cristiana riunita attorno alla chiesa di Santa Maria Assunta a Colle di Quarrata.

E’ significativo, che dopo il dono del meraviglioso quadro dell’Assunta, titolare della nostra chiesa, dopo la realizzazione della splendida figura de Il pellegrino, sotto il portico michelucciano della stessa, tu abbia oggi il merito e il pregio di regalarci questo “Volto di Cristo”, cioè l’immagine di colui che per i credenti è il liberatore da ogni forma di schiavitù, maestro di vita e di salvezza e, per i non credenti, riferimento comunque di libertà e di profonda umanità.

Questo tuo lavoro su Cristo, vertice dunque per i primi dell’amore di Dio per gli uomini e per i secondi del pensiero umano, il cui giudizio di merito convergente nei suoi riguardi hai ben rappresentato - mi piace così interpretare - con i due rettangoli a foglia d’oro inseriti ai lati della base inferiore dell’icona - questi ultimi, allora, non semplice escamotage per rafforzare l’effetto di profondità della scena -, è l’opera tua che conclude idealmente un ciclo.

Dalla rappresentazione della gloria e quindi della vittoria e quindi del raggiungimento ultimo del fine e dello scopo della vita (l’Assunta); attraverso l’evocazione del “cammino” necessario a tale conseguimento (il Pellegrino); tu ci insegni come solo attraverso una forte motivazione, che per noi cristiani non può che essere il Cristo della storia (indicato dal panno chiaramente ebraico sulla testa) e della fede (indicato dallo sguardo penetrante, attraente e indagatore), si può perseverare ed arrivare alla verità, ch’è, prima di tutto, gioia e pace (i rami di ulivo) dell’anima nella battaglia quotidiana e caparra, dopo e soltanto dopo, dell’eternità.

Quella fiamma (o punto di equilibrio o sorgente d’acqua o di luce), stilizzata e breve, posta in alto, sopra la fronte, possa accendersi in ogni uomo e donna di buona volontà, almeno in coloro che si porranno dinanzi a questa immagine, così come egli disse: “Sono venuto a portare il fuoco sulla terra, e come vorrei che fosse già acceso” (Luca 12, 49): è il fuoco dello Spirito, è il fuoco della verità e dell’amore.